Recensione di “Quasi innocente” di Paolo Pinna Parpaglia, Newton Compton, 2019

Secondo libro di Paolo Pinna Parpaglia, avvocato sardo, dopo il geniale “Quasi colpevole”.
In precedenza pubblicato con il titolo “Marghine”, dal nome della zona della Sardegna in cui è ambientato, questo romanzo giallo ha per protagonista l’avvocato Antonella Demelas, che avevamo già incontrato in “Quasi innocente”, mentre Quirico D’Escard resta (purtroppo) poco più di una comparsa.
L’avvocato Demelas si è spostata da Cagliari a Borore, paesino dell’entroterra sardo, perché chiamata dalla famiglia Cherchi a difendere il figlio Roberto, principale sospettato degli omicidi di Giuseppe Nonnis e Mariano Spada, uccisi con un complicato meccanismo che ha fatto sì che a premere materialmente il grilletto del fucile siano state le rispettive mogli. Roberto Cherchi, ragazzo giovanissimo ma di mentalità e comportamenti decisamente adulti, da tutti giudicato “strano” (quindi a maggior ragione sospettabile di omicidi così “strani”) è scappato, dandosi alla macchia, poco prima che i Carabinieri si presentassero a casa sua. La fuga, nella mente di tutti, inquirenti inclusi, equivale ad una confessione. Antonella, più che l’avvocato, deve fare il detective, perché il suo principale incarico è quello, sì, di trovare Roberto, ma soprattutto quello di capire chi è il vero autore degli omicidi (che, per inciso, nel frattempo continuano e creano la psicosi del “serial killer”). Questo la porterà a dover conoscere gli abitanti e le tradizioni di questa zona, il “Marghine”, dove le antiche regole dell’onore hanno un preciso codice anche nel presente, e condizionano pesantemente e inesorabilmente le vicende delle persone e delle famiglie.
Nei ritagli di tempo lasciati liberi dall’indagine Antonella legge un libro, trovato in uno scatolone di volumi usati acquistati in blocco: scopre, però, che i fogli del tomo originale sono stati sostituiti dalle pagine del diario di un bambino, vissuto in un paesino della costa sarda quasi quarant’anni prima, il quale racconta gli avvenimenti di un’estate molto particolare, che segnerà per sempre la vita sua e della sua famiglia. Anche questa “storia nella storia” (sempre di connotazione “gialla”) ha una trama originale come quella del racconto principale e contribuisce notevolmente a dare brio e ritmo alla narrazione grazie alla tecnica usata dall’autore di alternare i due racconti, lasciando la vicenda in sospeso al punto giusto.
Il finale di entrambe le storie è sicuramente inaspettato, non scontato, dunque sorprendente, come dovrebbe essere in ogni giallo che si rispetti.
Lo stile scorrevole e vivace di questo romanzo accompagna il lettore a scoprire luoghi insoliti, decisamente lontani dall’immagine della Sardegna “turistica”, ma non per questo meno affascinanti; l’autore si sofferma molto volentieri a descrivere paesaggi, orizzonti, odori e sapori della sua terra senza mai annoiare né peccare di lentezza.
I personaggi sono piuttosto ben delineati e caratterizzati: anche se qualcuno può sembrare al limite del verosimile, questa sensazione scompare se si fa l’operazione di collocare le persone all’interno del contesto molto particolare di un piccolo paese dell’entroterra sardo.
L’unica nota negativa riguarda la protagonista: appare un po’ rigida, stereotipata, quasi impersonale, non è “vera” come lo era il Quirico del romanzo precedente, chiaramente l’alter ego dell’autore, che conquistava subito per la sua simpatia, l’immediatezza, l’umana goffaggine, tutte caratteristiche che lo rendevano, appunto, “vero”; invece, tra Antonella e il lettore si frappone una sorta di distanza che purtroppo non viene mai superata. Peccato, è il solo neo di questa storia decisamente piacevole e assolutamente da leggere: aspetto con ansia il ritorno di Quirico.
Trama: 7,5/10
Stile narrativo: 7,5/10
Linguaggio: 7/10
Originalità: 7,5/10
Personaggi: 7/10
Dialoghi: 7/10
Ritmo narrativo: 7,5/10
Descrizioni: 7/10
Atmosfera: 8/10
Capacità di tenere il lettore incollato alla pagina: 8/10
Recensione di “Quasi innocente” di Paolo Pinna Parpaglia, Newton Compton, 2019ultima modifica: 2020-02-04T19:22:00+01:00da serenabag1976
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